Dal sonno all’organizzazione, passando per metodo di studio, concentrazione e motivazione: settembre può diventare l’occasione per affrontare meglio il nuovo anno scolastico.
Settembre non significa soltanto libri nuovi, zaini da preparare e una sveglia che torna a suonare presto. Per milioni di studenti rappresenta il momento in cui bisogna recuperare ritmi, organizzazione e abitudini lasciati da parte durante l’estate.
Nell’anno scolastico 2026/2027 il ritorno in classe avverrà in giorni differenti a seconda della Regione, ma per tutti la domanda sarà simile: come ripartire senza trasformare le prime settimane in una corsa?
Un primo passo riguarda il sonno. Durante l’estate è normale andare a letto più tardi e svegliarsi con maggiore libertà. Anticipare gradualmente gli orari nei giorni precedenti al rientro può rendere meno faticoso il ritorno alla routine.
Lo stesso vale per l’organizzazione: preparare il materiale, controllare gli orari e sistemare lo spazio dedicato allo studio permette di ridurre l’improvvisazione quando torneranno compiti, verifiche e interrogazioni.
Il nuovo anno è il momento giusto per rivedere il metodo di studio
Prima di decidere quante ore studiare è utile chiedersi: come ho studiato fino ad oggi?
Chi ha concluso l’anno precedente con qualche difficoltà può pensare di dover semplicemente aumentare il tempo trascorso sui libri. Non sempre, però, il problema è la quantità.
Si può studiare molto e ottenere poco perché mancano alcuni prerequisiti, perché l’organizzazione non funziona o perché si concentra tutto il lavoro negli ultimi giorni prima di una verifica.
Settembre può quindi servire per capire cosa non ha funzionato: difficoltà a iniziare, tendenza a rimandare, appunti poco efficaci, problemi nella gestione del tempo o lacune in alcune materie.
Individuare il problema permette di intervenire in maniera più precisa.
Cosa può fare Modus Operandi all’inizio dell’anno
Le prime settimane possono essere il momento migliore per verificare prerequisiti, metodo e organizzazione, prima che il carico di studio aumenti.
È su questo principio che lavora Modus Operandi, che dal 2004 affianca studenti della scuola secondaria e universitari attraverso percorsi personalizzati.
Per materie come matematica, fisica e chimica, il lavoro non si limita al singolo esercizio, ma punta a individuare eventuali lacune pregresse e a fornire allo studente strumenti utilizzabili in autonomia.
Il percorso può partire dall’analisi di punti di forza, punti di debolezza e stile di apprendimento, con l’obiettivo di costruire un metodo adatto alle esigenze del singolo studente.
Modus Operandi propone inoltre un servizio di Tutoraggio DSA, rivolto agli studenti dalla scuola secondaria all’università, con particolare attenzione al metodo di studio, all’autonomia e all’utilizzo degli strumenti compensativi più adeguati.
Coaching: quando la difficoltà non riguarda solo una materia
Non tutti i problemi scolastici dipendono da una lacuna didattica. Alcuni studenti faticano a organizzarsi, altri rimandano continuamente, altri ancora incontrano difficoltà legate a motivazione, concentrazione o pressione prima di verifiche ed esami.
Per queste esigenze Modus Operandi propone anche percorsi di coaching per giovani, pensati per lavorare su metodo di studio, motivazione, concentrazione, organizzazione personale, gestione dell’ansia da prestazione, obiettivi e orientamento.
Il coaching può essere utile anche quando le difficoltà riguardano la gestione quotidiana dello studio, comprese situazioni in cui sono presenti problemi di attenzione e organizzazione. Non sostituisce eventuali percorsi clinici, ma può affiancare lo studente nella costruzione di strategie concrete.
Settembre come punto di partenza
Ripartire bene non significa promettersi di studiare ogni giorno per ore o pretendere risultati immediati.
Significa osservare come si lavora, riconoscere tempestivamente eventuali difficoltà e costruire una routine sostenibile.
Per qualcuno sarà sufficiente modificare qualche abitudine. Per altri sarà necessario consolidare una materia, trovare un metodo di studio diverso o lavorare su organizzazione e motivazione.
Le prime settimane possono essere quindi il momento migliore per iniziare a costruire gli strumenti necessari per affrontare tutto l’anno scolastico.
Trovare il proprio modo di studiare, organizzarsi e affrontare le difficoltà significa, in fondo, trovare il proprio Modus Operandi.



