Dalla gestione dei voti alla preparazione della maturità, questo è il periodo in cui le scelte delle famiglie possono incidere davvero sul finale dell’anno scolastico.
C’è un passaggio dell’anno scolastico che spesso viene sottovalutato, ma che per studenti e famiglie segna una linea netta: il rientro di gennaio. È qui che il secondo quadrimestre smette di essere una semplice “continuazione” e diventa, nei fatti, il vero banco di prova dell’intero anno.
Basta osservare due situazioni reali, molto simili solo in apparenza.
Marco, terza superiore, chiude il primo quadrimestre con due insufficienze. In famiglia se ne parla poco: “c’è tempo”, “recupererai più avanti”. Marco continua a studiare come ha sempre fatto, senza un metodo strutturato e senza un confronto mirato. A marzo arrivano altre verifiche negative, l’ansia cresce, lo studio diventa disordinato e faticoso. A maggio il recupero è una corsa contro il tempo, con un carico emotivo pesante anche per i genitori.
Situazione diversa per Giulia, stessa età, quadro iniziale simile. A gennaio, però, la famiglia decide di fermarsi, analizzare le difficoltà e affiancarla nel costruire un percorso più chiaro. Non più “studiare di più”, ma studiare meglio. Il carico viene distribuito, le priorità definite, gli obiettivi resi concreti. Le difficoltà non scompaiono, ma diventano gestibili. A fine anno Giulia arriva stanca, ma solida, senza l’affanno dell’ultimo mese.
La differenza non è nel talento, ma nel supporto e nella strategia. Ed è qui che il secondo quadrimestre mostra il suo peso reale, soprattutto per chi è in quinta e inizia, spesso senza rendersene conto, a gettare le basi della Maturità 2026.
Gli obiettivi restano chiari:
✅ Consolidare i voti ora per assicurarti un’estate libera da corsi di recupero.
✅ Costruire, per chi è in quinta, fondamenta solide per la Maturità 2026.
Ecco come fare:
1️⃣ Faccia a faccia con la realtà
Individua subito le materie in cui sei in difficoltà. Non aver paura di chiedere aiuto: parlane con i tuoi genitori o confrontati con i professori per capire perché i risultati non arrivano e come puoi migliorare.
2️⃣ Definisci il tuo “Perché”
Non studiare solo per il voto, studia per il tuo obiettivo. Vuoi un’estate libera? Vuoi superare il test per quell’università? Scrivi su un foglio COSA vuoi raggiungere e PERCHÉ è importante per te.
3️⃣ Il Piano d’Attacco
Crea un piano settimanale con orari fissi e materie specifiche. Tienilo sempre in vista sulla scrivania. Sapere esattamente cosa fare ogni pomeriggio aiuta a mantenere la direzione ed evitare la procrastinazione.
4️⃣ Check costante
Se perdi la strada, non colpevolizzarti, ma poni rimedio subito. La costanza batte il talento. Nei momenti di stanchezza, ricorda perché hai iniziato.
Molte famiglie arrivano a maggio con una domanda ricorrente: “Perché non abbiamo iniziato prima?”. Il secondo quadrimestre offre ancora margini di intervento, ma richiede lucidità, metodo e continuità. È in questa fase che Modus Operandi affianca studenti e genitori, non per “tappare buchi”, ma per costruire un percorso strutturato e sostenibile.
L’obiettivo non è solo superare l’anno scolastico, ma trasmettere un metodo di studio che resti nel tempo. Un approccio che gli studenti imparano a utilizzare anche negli anni successivi, rendendoli più autonomi, più consapevoli e meno esposti a stress e improvvisazione. Quando lo studio smette di essere un ostacolo e diventa uno strumento, cambia anche l’atteggiamento: più fiducia, più equilibrio, risultati più stabili.
Per aiutare studenti e famiglie a fare il punto in modo concreto, Modus Operandi ha messo a disposizione il Check-up del Secondo Quadrimestre, uno strumento di autovalutazione pensato per capire dove si è davvero e quali aspetti richiedono un cambio di passo. Un primo momento di consapevolezza, utile per orientarsi e valutare con maggiore chiarezza le scelte da fare nei prossimi mesi.
Intervenire ora significa non rincorrere l’emergenza, ma impostare una direzione. Ed è spesso proprio da qui, da una semplice analisi guidata, che nasce la volontà di approfondire, informarsi e capire se esiste un modo diverso – e più efficace – di affrontare la scuola.
IL CHECK-UP DEL SECONDO QUADRIMESTRE
Uno strumento pratico per studenti e genitori. Capire dove si è. Decidere come arrivare a giugno.
INTRODUZIONE
Il secondo quadrimestre non è una semplice prosecuzione del primo.
È una fase diversa, più intensa, in cui il tempo sembra restringersi e ogni scelta pesa di più. Gennaio rappresenta un passaggio reale, spesso sottovalutato, che può incidere in modo determinante sull’esito dell’anno scolastico.
Molti studenti continuano a studiare come hanno sempre fatto, confidando che l’impegno, da solo, sia sufficiente. Molte famiglie, allo stesso tempo, rimandano ogni intervento concreto a “più avanti”. Il risultato, nella maggior parte dei casi, è una crescente fatica che esplode negli ultimi mesi.
Questo check-up nasce per offrire uno spazio di consapevolezza, non per giudicare. Serve a fermarsi un momento, osservare la situazione con lucidità e capire se il percorso intrapreso è davvero sostenibile fino a giugno.
IL CHECK-UP RAPIDO
Rispondi alle seguenti affermazioni pensando alle ultime settimane di studio, non alle intenzioni o ai buoni propositi.
Metodo di studio
- Riesco a spiegare con parole mie ciò che studio
- So distinguere gli argomenti fondamentali da quelli secondari
- Ripasso seguendo uno schema, non solo rileggendo
Organizzazione
- Ho orari di studio abbastanza regolari
- So cosa devo studiare ogni pomeriggio
- Non rimando sistematicamente le materie che trovo più difficili
Verifiche e interrogazioni
- Arrivo preparato con anticipo
- Riesco a gestire l’ansia prima delle prove
- I risultati sono coerenti con l’impegno che metto
Carico emotivo
- Studio senza sentirmi costantemente sotto pressione
- Non provo un senso di blocco o di inadeguatezza
- Dopo una verifica negativa riesco a ripartire
COME LEGGERE IL RISULTATO
Senza contare punteggi, prova a riconoscerti nel profilo che più ti rappresenta.
In controllo
Il metodo è presente. Alcuni aggiustamenti possono rendere lo studio più efficace e meno faticoso.
In equilibrio instabile
L’impegno c’è, ma manca struttura. Il rischio è accumulare stanchezza e arrivare agli ultimi mesi in affanno.
In difficoltà
Lo studio è disorganizzato e pesante. Serve un cambio di strategia, non solo più ore sui libri.
Nessun profilo è definitivo. Tutti descrivono una situazione modificabile, se affrontata per tempo.
UNO SGUARDO PER I GENITORI
Per molte famiglie il secondo quadrimestre è una fase delicata. Non sempre emergono problemi evidenti, ma lo studio si allunga, la stanchezza aumenta e il clima in casa cambia. Le conversazioni sulla scuola diventano più tese o vengono evitate, mentre cresce la sensazione di non sapere come intervenire.
Alcuni segnali meritano attenzione:
- studio prolungato con risultati incerti
- difficoltà a organizzarsi e a spiegare ciò che si studia
- stanchezza o irritabilità ricorrente
Il ruolo dei genitori, in questa fase, non è quello di sostituirsi ai figli, ma di aiutarli a fare chiarezza. Favorire il dialogo, osservare con attenzione e, quando necessario, valutare un supporto esterno permette di alleggerire la pressione e prevenire l’affanno degli ultimi mesi. Riconoscere una difficoltà in tempo è spesso il primo passo per affrontarla con maggiore equilibrio.
UN PRIMO STRUMENTO CONCRETO
La mappa delle settimane critiche
Non tutte le settimane del quadrimestre hanno lo stesso peso. Individuare in anticipo:
- i periodi con più verifiche
- le materie che si sovrappongono
- le settimane di maggiore stanchezza
permette di distribuire meglio lo studio e ridurre la pressione dell’ultimo momento.
Questo è solo un esempio di come un metodo renda il carico più gestibile e prevedibile.
OLTRE IL SECONDO QUADRIMESTRE
Superare l’anno scolastico è importante.
Ma ancora più importante è imparare come studiare.
Un metodo efficace:
- si utilizza negli anni successivi
- aumenta l’autonomia
- riduce l’ansia
- migliora il rapporto con lo studio
È questo l’approccio su cui lavora Modus Operandi: aiutare studenti e famiglie a costruire strumenti che restano, non soluzioni temporanee legate all’emergenza.
Informarsi è il primo passo. Capire come intervenire nel momento giusto può fare la differenza tra un anno affrontato in affanno e un percorso gestito con maggiore equilibrio.

